ENGLISH VERSION

#VivaUtopia is the first of five blitz. I wanted to do this installation both because I had the need to deal the theme of Europe, and to experience something different from the art-gallery formula. A kind of public “action”, an “art-blitz”, something totally free and uncommissioned. I performed it in two consecutive days, Friday 24 May in Piazza Navona with a dummy, and on Saturday 25 May in Largo Argentina with Paul, my Nigerian friend who collaborated with me, and who was mobbed away the first day by some gypsy artists of the area.

To avoid being sent away immediately by the police, I registered as a “street artist” and requested permission from the Department of Culture of the Municipality of Rome as “fakir” and then communicated to the agents of the I Municipio the place of the exhibition. However, despite the authorization, problems did show. On the first day in Piazza Navona, the municipal agents made me delete the hashtag #elezionieuropee2019 and #europeanelection2019 on the board I prepared ‘cause they could be understood as propaganda, and therefore the should have called the DIGOS (the General Investigations and Special Operations Division).Chinese portraitists have stolen a second board with graphics I had as stock; on the first day, Paul, the Nigerian boy who supposed to play the “fakir”, was semi-threatened by some gypsy musicians and sent away because they thought he could compete with the offers, so I had to get a dummy right away. Also there is a undergrowth of small groups of street artists who “manage” the spaces of the square, so to speak, but I protected myself with the word: “contemporary art!”.

#VivaUtopia has no political meaning in the strict sense and does not suggest any position, it is a symbolic work. Basically I liked this idea of ​​a European Venus in the air, which levitates, perhaps in the balance, which seems about to fall, supported by a fakir-migrant in a position that evokes charity. I thought that this image summarized well all the complexity of Europe’s matter, and I played with a rather well-known street artist character in Rome: the fakir. Venus represents obviously represents “beauty”; the fakir is the migrant, it evokes the “pietas”: two founding values ​​of the European culture. The  migrant crisis can also be an opportunity, like any other criss. As says the famous verse by Hölderlin. “Where the danger is, also grows the saving power.”

Reactions to #VivaUtopia were incredulous, amused, perplexed, some were looking for the offer basket, others called the dummy, especially a policeman, thinking it was a real person. Many posed with the installation and the children, in their innocence, were like hypnotized by the magic of this fully blu statue with golden stars that magically levitated in the air.


VERSIONE ITALIANA

Ho voluto fare questa installazione #VivaUtopia sia perché avevo l’esigenza di affrontare il tema dell’Europa, sia per sperimentare qualcosa al di fuori della formula arte-galleria. Una specie di “action” pubblica, un “blitz”, qualcosa di totalmente libero e “uncommisioned”. L’ho esibita in due giornate consecutive, venerdì 24 maggio a Piazza Navona con un manichino, e il sabato 25 maggio a Largo Argentina con Paul, il mio amico Nigeriano che si è prestato al gioco e che il primo giorno è stato allontanato da alcuni zingari locali.

Per evitare di essere mandato via immediatamente dalla polizia, mi sono registrato “artista di strada”, ho richiesto il permesso al Dipartimento di Cultura del Comune di Roma come “fachiro” e poi comunicato ai vigili del I Municipio e segnalato il luogo di esibizione. Tuttavia, nonostante l’autorizzazione, non sono mancanti i problemi. Il primo giorno a Piazza Navona, la municipale mi ha fatto cancellare gli hashtag #elezionieuropee2019 e #europeanelection2019 sul cartello perché forse potevano essere intese come propaganda, e quindi sarebbe addirittura potuta intervenire la Digos. Dei cinesi ritrattisti mi hanno rubato un cartello con su scritte le grafiche che avevo di scorta; il primo giorno, Paul, il ragazzo nigeriano che doveva fare la parte del fachiro, è stato semi minacciato da alcuni zingari suonatori e fatto allontanare perché pensavano concorresse con le offerte, per cui mi sono dovuto procurare un manichino, inoltre c’è tutto un sottobosco di piccoli gruppi di artisti di strada che “gestisce” per così dire gli spazi della piazza, ma mi sono protetto con la parola “arte contemporanea”.

#VivaUtopia non ha un significato politico in senso stretto e non suggerisce alcuna posizione, è un’opera simbolica. Sostanzialmente mi piaceva questa idea di una Venere Europea per aria, che levita, forse in bilico, che sembra sul punto di cadere, sorretta da un fachiro-migrante in una posizione che evoca carità. Ho pensato che questa immagine sintetizzasse bene tutta la complessità della “questione” Europa, e ho giocato con un personaggio di strada piuttosto noto a Roma, appunto il fachiro. La Venere rappresenta la “bellezza”; il migrante-fachiro, la “pietas”: due valori fondanti della cultura europea. La crisi migranti può anche essere una opportunità, come del resto ogni crisi: “Lì dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva” recita il famoso verso di Hölderlin.

Le reazioni a #VivaUtopia sono state dall’incredulo al divertito, al perplesso, alcuni cercavano il cestino per l’offerta, altri hanno chiamato il manichino, in particolare un poliziotto, pensando fosse una persona vera. Molti hanno posato con l’installazione e i bambini, nella loro innocenza, erano come ipnotizzati  dalla magia di questa statua tutta blu con le stelle dorate che levitava magicamente per aria.